GENOVA PER NOISabato scorso, in compagnia dell'insostituibile amico Pòl, sono andato al salone nautico di Genova.
Pioveva, la mattina... e abbiamo fatto non poca fatica a trovare parcheggio... ancora cento metri e si parcheggiava in Toscana!!! (Boia, de')
Abbiamo trovato di che stupirci già nel tragitto tra la macchina e l'ingresso del Salone: abbiamo visto mucche riverse

Chiese pensili

e palazzi “notevolmente” decorati

All'ingresso della fiera c'era anche la barca classe Coppa America «ORACLE» che non ho fotografato perchè c'era troppo poco spazio attorno per poter ottenere una foto completa e perchè sicuramente l'avete vista tutti. ^_^
In compenso, ho fotografato la dicitura sulla scaletta che portava alla passerella da cui si poteva sbirciare nel pozzetto della suddetta barca

A me faceva venire in mente la dantesca frase all'ingresso dell'inferno... a voi no?
Ma ora, ciancio alle bande, entriamo al Salone Nautico di Genova...
Dirò solo, prima di cedere la parola alle immagini, che siamo andati non per un vago senso di masochismo (della serie: loro può e noi no) ma per assistere alla presentazione della prima barca interamente disegnata e progettata dal nostro amico Dario.
Una barca di 35 piedi, però c'è proprio tutto.
In attesa della presentazione vera e propria, ci siamo guardati un po' attorno scoprendo una volta di più che il passo tra chic e kitch è veramente breve.
Cominciamo la nostra galleria con il "pezzo forte" del salone:
non era ne' in vendita, ne' tantomeno visitabile.
Per una spesa di circa 88/90 millllllioni di euri ecco a voi

Il Falco Maltese!
Con le vele che escono dagli alberi i quali a loro volta ruotano per prendere meglio il vento, è un gioiellino di tecnologia e classe. Decisamente CHIC.
Se non fosse chiaro il meccanismo velico, ecco la vela che sta rientrando nell'albero...

A poca distanza, ecco una barca di medie dimensioni dipinta con un discutibile color rame, la cui cupola del radar ha l'aspetto di una pentola per fare la polenta. E sotto c'è pure la moto d'acqua in tinta. Direi KITCH.

C'era poi questo modello sobrio e non troppo appariscente nonostante la colorazione aranciata. Abbastanza CHIC.

Mentre questa specie di scalinata modello Vanda Osiris è palesemente KITCH.

E questa? Non sembra la coda di una balena che si sta inabissando?
Carina come idea... Direi CHIC

Il bello delle barche come questa

è che mostrano un lusso pacato e non appariscente ne' aggressivo, al contrario di questa qua sotto

che invece è molto più "estrema", stilisticamente parlando.
Che dire poi dei nomi dati alle imbarcazioni?
Abbiamo un accattivante

Ma anche un perplesso

Per citarne solo un paio tra i più strani.
Ma veniamo al motivo che ci ha spinti a venire fin qua:

Bella, vero? E anche la barca non è male ^_^
Dario era un po' agitato... ovviamente, vista la situazione!

ma sembra che la barca sia piaciuta parecchio.
Secondo me è molto bella!
C'è stata una breve presentazione in cui non si è capita una parola ed una gradevole esibizione di due coppie di acrobati;

poi un lancio di grossi coriandoli bianchi e rossi a forma di cuore ed infine un sontuoso buffet.
E poi... e poi basta... un'ultima foto della “figlia” di Dario senza distrazioni...

A chiosa di tutto, una postilla ad uso e consumo di una sola persona che leggendo qua sotto alzerà gli occhi al cielo:
Visto che sulle barche si sale rigorosamente senza scarpe, ho riscosso un certo successo con i miei calzini (vedere il mio post del 17 maggio per ragguagli... erano, per la cronaca, quelli verdini e azzurrini in mezzo tra quelli in primo piano) ed anche le due “hostess" di guardia alle passerelle delle barche hanno commentato tra loro sorridendo.
Comunque, era abbastanza inusuale per chi non è un abituée dei saloni nautici vedere tutte quelle sgnaccherone fresche di parrucchiere, truccate con classe indiscutibile, tirate a balestra con camicettina, gonna dal taglio impeccabile e... senza scarpe!

Parlando della cosa con il mio amico Pòl, abbiamo decretato che si trattava di un tocco naîf.
Sulla via del ritorno, fermata a Tortona dall'amico Kikkio (che ogni tanto ammorba il Boar's Nest con i suoi interventi) per la cena e poi via a dormire.
E buonanotte.